I vantaggi di trasferire il TFR dei dipendenti al fondo pensione

Il legislatore ha previsto una serie di benefici per le aziende, volti a compensare il versamento del TFR ai fondi pensione.

Tali misure si applicano alle aziende, i cui dipendenti hanno deciso di destinare il TFR al fondo pensione, e anche alle aziende con più di 50 dipendenti (alla data 31/12/2006, per le aziende nate successivamente si prende a riferimento la media annuale dei lavoratori in forza nell’anno solare di inizio attività) che versano il TFR al fondo di tesoreria INPS.

Le misure compensative sono le seguenti:

  • deduzione dal reddito d’impresa pari al 4% per le aziende sopra ai 50 dipendenti e del 6% per le azienda fino a 50 dipendenti dell’ammontare del TFR;
  • esonero dal versamento del contributo al fondo di garanzia pari allo 0,20% della retribuzione annua, nella stessa percentuale di TFR maturando conferito al fondo pensione;
  • riduzione dei contributi minori tramite l’esonero dal versamento dei contributi sociali alla gestione prestazioni temporanee dell’INPS, nella stessa percentuale di TFR versato alla previdenza complementare in misura dello 0,28%.

A queste misure va aggiunta la mancata rivalutazione del TFR (1,5% + 75% inflazione).

Nel caso in cui l’azienda versi al fondo pensione anche una quota a proprio carico, secondo quanto previsto dal CCNL di riferimento o da specifico accordo aziendale, l’importo è interamente deducibile in quanto considerato un costo per l’impresa.


Esempio: Azienda di 20 dipendenti, retribuzioni totali annue € 560,000,00, TFR maturato annuo € 38.696,00, 100% destinato al fondo pensione.

A fronte dei benefici previsti va anche quantificato il maggior costo che eventualmente deriverebbe dall’accesso dell’azienda ad un finanziamento bancario per compensare il mancato utilizzo del TFR quale forma di finanziamento. Applicando un costo medio del denaro pari al1,4%, come rilevato da Bankitalia nel dicembre 2020 per i prestiti erogati a società non finanziarie, gli interessi passivi sono pari a € 541,75.

Conclusioni

Le misure compensative previste permetterebbero di ottenere dei minor costi pari a € 2.414,62, va aggiunto la mancata rivalutazione del TFR pari a € 1.160,88, e sottratto l’eventuale maggiore costo del finanziamento pari a € 541,75 l’azienda beneficerebbe di una compensazione importante pari ai € 3.030,75. Qualora il datore di lavoro versi una quota a carico dell’azienda per le adesioni di tipo collettivo o plurimo tali benefici si riducono.